Vai direttamente ai contenuti

Home > Tra i controlli dell’aria, in che modo si inseriscono le attività (...)

Tra i controlli dell’aria, in che modo si inseriscono le attività svolta nei confronti del rilevamento del cosiddetto PM10?

La sigla PM10 indica particelle microscopiche presenti nell'atmosfera, il cui diametro è uguale o inferiore a 10 µm (micron), ovvero 10 millesimi di millimetro.

Esistono diverse fonti di PM10, sia naturali (erosione del suolo, incendi boschivi, eruzioni vulcaniche, dispersione di pollini) sia riferibili all’attività umana , come combustioni nei motori a scoppio, in impianti per riscaldamento, da attività industriali e centrali termoelettriche, usura di pneumatici, freni, asfalto. Le polveri disperse sono nocive e la loro pericolosità dipende dalle dimensioni. Più sono piccole e maggiore è la loro capacità di raggiungere in profondità l'apparato respiratorio. Questo è il motivo per il quale devono essere tenute costantemente sotto controllo.

Esistono numerose altre sostanze emesse nell’atmosfera sottoposte a misurazione: ossido di carbonio, benzene, ossidi di azoto, ozono, biossido di zolfo.

Le polveri, tuttavia, in particolare quelle di diametro uguale o inferiore a 10 millesimi di millimetro, sono l’elemento da tenere maggiormente sotto controllo, poiché sono in grado di veicolare altre sostanze inquinanti, quali metalli e composi organici pericolosi come i policiclici aromatici.