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Sentenze della Corte di Cassazione relative a: circolazione stradale, multe, incidenti, ed, in generale, al Codice della Strada

22.06.2009

Vi riportiamo di seguito alcune delle ultime sentenze emesse dalla Corte di Cassazione relative alla circolazione stradale, multe, incidenti, ed, in generale, al Codice della Strada, confidando che possano esserVi utili, per affrontare ogni giorno la circolazione sulle strade in qualunque veste: da automobilisti, motociclisti, ciclisti o pedoni, per lavoro o nel tempo libero, sempre costantemente informati. 

  • Sono valide le multe fatte in un centro abitato con l’autovelox, anche se non c’è documentazione fotografica

Le multe per contestazioni della velocità fatte dagli organi di polizia stradale in un centro abitato con l’autovelox, anche se non c’è la documentazione fotografica, sono valide: questo è quanto è stato stabilito dalla Corte di Cassazione, con sentenza 12843 del 2009, in relazione al caso di un automobilista che era stato multato per eccesso di velocità, senza contestazione immediata, né documentazione fotografica. Per questi motivi, l’automobilista si era rivolto al Giudice di Pace, ottenendo l’annullamento della multa. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso del comune di Vicopisano, dove era stato installato l’autovelox, ha stabilito che “è legittima la contestazione della velocità di un veicolo a mezzo apparecchiatura elettronica, che non rilascia documentazione fotografica, ma consente l’accertamento della velocità in un determinato momento, restando affidata all’attestazione dell’organo di polizia stradale addetto alla rilevazione, la riferibilità al veicolo dal medesimo organo individuato”.
E’, quindi, possibile richiedere l’annullamento della contravvenzione solo in caso di difetto di omologazione, di costruzione, di installazione o di funzionamento dell’apparecchio di rilevazione. 

  • I tombini sporgenti devono sempre essere segnalati

La presenza di lavori in corso, buche, tombini, altre insidie presenti sulla carreggiata o anomalie del manto stradale devono sempre essere segnalati. Alla segnalazione devono provvedere gli enti preposti alla manutenzione delle strade. In caso di incidente stradale, la responsabilità verrà loro attribuita. Lo ha affermato la Corte di Cassazione, con sentenza del 11709 del 20 maggio 2009, accogliendo il ricorso di un automobilista, condannato dal Tribunale di Roma per aver danneggiato, a Fiumicino, un automobile parcheggiata nel cortile interno di un’abitazione, a causa di un tombino sporgente, non segnalato.
Il tribunale aveva considerato l’automobilista l’unico responsabile dell’incidente, a causa dell’alta velocità tenuta alla guida.
Nella sentenza la Corte di Cassazione, pur riconoscendo la velocità eccessiva dello stesso, ha affermato che “la presenza di un cartello di segnalazione del pericolo gli avrebbe consentito di adottare le manovre di emergenza, in particolare, di ridurre drasticamente la velocità, necessarie ad evitare l’incidente o a limitarne le conseguenze dannose”

  • Multe per il passaggio con il semaforo rosso: nulle se non c’è il vigile e se non viene indicata l’esatta infrazione commessa 

La Corte di Cassazione, con sentenza 9888/2009, ha accolto il ricorso di un automobilista, a cui era stata elevata una multa per essere passato con il rosso, poiché nel verbale non veniva indicata l’esatta infrazione commessa. La contestazione rilevava, infatti, la prosecuzione della marcia nonostante la segnalazione semaforica emettesse “luce rossa o gialla”. Si tratta di due fattispecie diverse. Il passaggio con luce gialla, ai sensi dell’art. 41 del Codice della Strada, non risulta sempre vietato.

  • Se i figli vanno in motorino senza casco, i genitori rispondono dei danni causati

E’ stato respinto dalla Corte di Cassazione il ricorso di una mamma ed un papà che sono stati condannati a risarcire il danno prodotto dal figlio minorenne che aveva avuto un incidente stradale con il proprio ciclomotore e che non indossava il casco. Con sentenza 9556/2009, la Corte di Cassazione ha sottolineato "lo stato di immaturità, il temperamento e la cattiva educazione del minore possono desumersi anche dalle modalità del fatto ed è pacifico che il figlio non indossava il casco, aveva una certa dimestichezza con i veicoli, pur essendo minorenne”.
Il fatto che il ragazzo avesse avuto già due esperienze lavorative “non è sufficiente a fornire la prova liberatoria della presunzione della culpa in educando”

  • Multa ai pedoni che attraversano fuori dalle strisce pedonali

E’ stata confermata dalla Corte di Cassazione, con sentenza 11421/2009, la sanzione ingiunta dalla polizia municipale di Massa ad un pedone che aveva attraversato fuori dalle strisce pedonali, rimasto vittima di un incidente stradale.
 “I pedoni, per attraversare la carreggiata, devono servirsi degli attraversamenti pedonali, dei sottopassaggi e dei sovrapassaggi” prevede l’art. 190 del Codice della Strada “quando questi non esistono, o distano più di cento metri dal punto di attraversamento, i pedoni possono attraversare la carreggiata solo in senso perpendicolare, con l’attenzione necessaria ad evitare situazioni di pericolo per sé o per altri.”
“Per violazioni del codice della strada”, ha stabilito la corte costituzionale, rigettando il ricorso del pedone, ’’la mancata indicazione della norma che prevede la sanzione contestata non comporta di per sè la nullità della contestazione della violazione, ove l’interessato sia stato posto in condizione di conoscere il fatto ascrittogli e la contestazione sia stata idonea a garantire l’esercizio del diritto di difesa’’.

  • Risarcimento danni ridotto in caso di tamponamento senza cinture di sicurezza

Rigettato dalla Corte di Cassazione (con sentenza 12547/2009) il ricorso presentato da una donna, in stato di gravidanza, che a Napoli aveva subito un tamponamento, evidenziando che non portare la cintura di sicurezza, determina la riduzione del risarcimento del danno, specificando che “la trasportata non indossava la cintura di sicurezza, pur non essendo in possesso della certificazione del ginecologo, comprovante condizioni di rischio particolari conseguenti all’uso delle cinture”.