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Precedenza al pedone che attraversa sulle strisce

10.12.2009

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei tre figli di una donna ottantenne, investita da un motociclo sulle strisce pedonali, e successivamente deceduta per lesioni craniche.

Con sentenza del 2000, i giudici del Tribunale di Firenze avevano dichiarato che l’incidente era ascrivibile al 30% alla donna, perché aveva attraversato la strada frettolosamente ed a testa bassa, senza verificare il sopraggiungere di veicoli. Il danno riconosciuto ai figli era stato limitato al residuo 70% del totale.

La Corte di Cassazione, con sentenza n.20949/2009, su ricorso dei congiunti ha a contrario osservato che "A meno di riguardare l'attraversamento sulle strisce di una strada come un impegnativo momento di valutazioni di velocità e intenzioni altrui, occorre che ogni conducente, nell'approssimarsi alle strisce pedonali, ancora più se queste si trovino, come nella specie, in una zona centrale di una città, abbia la chiara consapevolezza che deve non solo dare la precedenza, ma anche tenere un comportamento idoneo ad ingenerare nel pedone la sicurezza che possa attraversare senza rischi".

L’Automobilista deve sempre fermarsi, quindi, dando la precedenza ai pedoni che transitano sulle strisce dedicate e non, invece, decidere a proprio giudizio o volontà.

Nella sentenza si legge, anche, che “tanto non significa che un possibile concorso colposo del pedone non sia mai ravvisabile. Ma può esserlo solo se il pedone abbia tenuto una condotta assolutamente imprevedibile e del tutto straordinaria, non ipotizzatale nel caso di semplice attraversamento frettoloso ed a testa bassa, cui la corte territoriale ha invece conferito determinante rilievo”.