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Parcheggio in doppia fila

09.10.2007

L’obbligo di osservare le norme del Codice della Strada deve derivare oltre che da disposizioni legislative, anche dal rispetto per gli altri utenti della strada. Rispetto che si deve tradurre in nuovi comportamenti per la condivisione della “strada”. In particolare, si vuole fare riferimento a comportamenti come il diritto di precedenza, i sorpassi, i parcheggi in doppia fila.

Quest’ultima infrazione, frequente nei centri abitatati ad alto traffico, è stata anche il tema portante di una Sentenza della Corte di Cassazione (n°24614/2005), quando un automobilista, non trovando un posto libero aveva parcheggiato la propria auto dietro un altro veicolo, impedendo ad esso di potersi spostare.

In questi casi il proprietario del veicolo “imprigionato” spesso è costretto a vagare alla ricerca del responsabile per “liberarsi”.

Nel caso specifico la Corte d’Appello aveva condannato il trasgressore ad una pena di 15 giorni di reclusione per violazione dell’art. 610 del Codice Penale (violenza privata), avendo il trasgressore, attraverso la sua condotta, opposto un rifiuto a rimuovere la propria auto, dietro invito dell’intrappolato. Si trattava, infatti, del caso di chi con violenza o minaccia costringe altri a fare tollerare o omettere qualcosa.

Contro la sentenza l’automobilista aveva presentato ricorso alla Corte di Cassazione, la quale ha respinto il ricorso confermando che il trasgressore attraverso il proprio comportamento aveva costretto la persona coinvolta che era stata “costretta” ad un comportamento non voluto.