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Il vigile può sbagliare!

19.09.2008

E’ stato accolto il ricorso di un automobilista, che aveva preso una multa per non aver rispettato un semaforo rosso, contestata per presunto errore di percezione del vigile.

La Corte di Cassazione, con sentenza n° 21816 del 29/08/2008, ha dato ragione ad una signora romana che aveva preso una multa per essere passata con il semaforo rosso, ma che era sicura del contrario, asserendo di avere anche dei testimoni oculari.

L’automobilista si era rivolta al Giudice di pace, il quale il 18 gennaio 2005, aveva rigettato l’opposizione della signora, fondando la propria decisione “sull’efficacia fino a querela di falso del verbale di contravvenzione”.

L’automobilista non si era arresa ed alla fine ad ottenuto ragione dalla Corte di Cassazione, la quale ha stabilito che il vigile è un essere umano e la percezione può non essere corretta per i “fatti i quali, in ragione delle loro modalità di accadimento repentino, non si siano potuti verificare e controllare secondo un metro sufficientemente obbiettivo, ed abbiano pertanto potuto dare luogo ad una percezione sensoriale implicante margini di apprezzamento, come nell’ipotesi in cui quanto attestato dal pubblico ufficiale concerna non la percezione di una realtà statica (come la descrizione dello stato dei luoghi, senza oggetti in movimento), bensì - come appunto nella specie - l’indicazione di un corpo o di un oggetto in movimento, con riguardo allo spazio che cade sotto la percezione visiva del verbalizzante” .