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Dr. Paolo Cortese “L’importanza della corretta pianificazione”


Il primo rapporto sulle criticità territoriali a livello comunale è stato effettuato dal Dr. Paolo Cortese, Comandante della Polizia Municipale di Novara, il quale ha sottolineato come spesso l’organizzazione dei comuni, con riferimento alla sicurezza stradale, si limita alla segnaletica e ad interventi spot, senza effettuare una vera e propria pianificazione.
Le scelte effettuate dovrebbero essere basate su dati empirici ed incidere sui fattori che determinano il fenomeno dell’incidentalità. Escludendo il clima, i fattori sui quale si può intervenire per ridurre gli incidenti stradali sono sostanzialmente tre: il fattore umano, che incide in funzione della preparazione del guidatore, il fattore strutturale, che include diversi elementi, i quali vanno dalla condizione delle strade alla segnaletica stradale, e l’ultimo fattore: la sicurezza passiva dei veicoli, cioè il controllo delle loro componenti meccaniche.
Per affrontare efficacemente il problema degli incidenti stradali è imprescindibile effettuare una pianificazione preventiva degli interventi e la necessità di pianificare nasce dalle Direttive CEE che devono essere recepite a livello nazionale con Piano Nazionale della Sicurezza Stradale.
L’art. 1 del Codice della Strada recita: “La sicurezza delle persone, nella circolazione stradale, rientra tra le finalità primarie di ordine sociale ed economico perseguite dallo Stato” mentre all’art. 3 possiamo rilevare che “Al fine di ridurre il numero e gli effetti degli incidenti stradali ed in relazione agli obiettivi ed agli indirizzi della Commissione europea, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti definisce il Piano nazionale per la sicurezza stradale.”
Il primo vero strumento è il Piano Urbano del Traffico, dal quale deve derivare anche il Piano Urbano dei Parcheggi, e che deve essere seguito dal Piano Urbano della Mobilità.
Se si vuole avere successo è necessario mirare ad una “sicurezza partecipata”. Il Piano Urbano del Traffico deve essere condiviso con tutti i soggetti interessati: enti istituzionali, rappresentanti di quartiere, associazioni (commercianti, amici della bici, ecc). Un altro fattore importante è la verifica dei risultati ottenuti. Se non si esaminano gli effetti delle modifiche apportate e se non si ha il coraggio di tornare indietro in caso di errore, non si otterranno mai dei risultati concreto.