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Dr. Enrico Pagliari “Rilevare criticità per fornire soluzioni”

Il primo contributo, in qualità esperto, è stato offerto dal Dr. Enrico Pagliari, Dirigente della Direzione Centrale Studi e Ricerche dell’Automobile Club d’Italia.

Il Dr. Pagliari ha rilevato come, nell’affrontare i problemi connessi alla sicurezza stradale, si debba distinguere tra il momento di rilevazione delle criticità territoriali ed il momento di individuazione delle soluzioni.

In tutte le realtà analizzate si deve trovare un equilibrio tra:
- la domanda ad effettuare uno spostamento (accedere ai servizi amministrativi nel centro storico, spostarsi per lavoro, ecc.)
- l’offerta del sistema mobilità (di quali mezzi si dispone per spostarsi, come è organizzato il territorio).

E’ necessario trovare un equilibrio attraverso il Piano Urbano del Traffico, il quale dovrebbe diventare parte del Piano Regolatore.

Nel tempo, dagli anni ‘60 ad oggi, le criticità sono aumentate: dall’aumento del tempo medio trascorso in auto, ai chilometri percorsi, dalle criticità connesse all’evoluzione del trasporto merci (la regola del settore commerciale è diventata il just in time), fino ai picchi relativi ai flussi orari del traffico (oggi, quasi tutti al di sopra della capacità stradale).

Chi usa la strada ha esigenze diverse: chi si sposta per recarsi al lavoro, chi usa il camion per trasportare merci, chi percorre tanti chilometri ogni giorno, chi si muove solo in città, ecc.

ACI vuole diventare l’interlocutore privilegiato delle amministrazioni locali, anche in funzione dell’esperienza maturata negli anni, oltrechè per la presenza capillare sul territorio.
Nella filosofia d’intervento ACI ci sono servizi di qualità, sicurezza, sostenibilità, risorse, metodologie, ricorso a tecnologie innovative. ACI approccia il problema in modo scientifico, non con interventi isolati. ACI pianifica, progetta, gestisce.

 Un esempio di quanto può essere fatto è la mappa degli incidenti stradali, con una localizzazione puntuale degli incidenti con tecnologia GPS. Standardizzazione dei dati a livello nazionale e locale (regionale e provinciale): non è importante come si raccolgono i dati, ma definire chiaramente quali sono i dati rilevanti.

I punti più pericolosi per gli incidenti stradali devono essere analizzati, non solo in funzione della numerosità, ma anche in relazione alla densità degli stessi. E’ importante, altresì, costruire delle mappe del rischio che riportino le aree con maggiore probabilità d’incidente, in funzione dei flussi di traffico. Un’analisi approfondita prevede, altresì, una disamina delle concause degli incidenti.

E’ necessaria, infine, una messa in sicurezza delle infrastrutture, poiché, mentre le dimensioni dei veicoli sono state aumentate, l’ampiezza delle strade ed il raggio di curva sono rimasti gli stessi.