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Cambiano le regole relative gestione degli Autovelox: collaborazione e prevenzione, non mero incasso

15.10.2009

Visti i numerosi scandali rilevati sul territorio negli ultimi anni, spesso ACI si è fatto portavoce degli automobilisti, per evitare che le apparecchiature di rilevazione automatica della velocità non si trasformino in battute di caccia ed agguati ai trasgressori, solo sotto il profilo dell’incasso economico delle società appaltatrici degli enti territoriali, con il posizionamento degli autovelox in punti “strategici”.

Per contrastare condotte di guida non rispettose dei limiti di velocità e con l’obiettivo di disciplinare l’utilizzo dei dispositivi automatici di controllo per migliorare la sicurezza stradale, il 14 agosto 2009, il Ministro degli Interni, Roberto Maroni, ha emanato una direttiva, indirizzata a tutti i Prefetti, contenente dettagliate istruzioni operative per le attività di prevenzione.

La direttiva prevede che vengano individuati i punti critici per la circolazione stradale in cui è maggiore l’incidentalità con riferimento al biennio precedente ed, inoltre, che venga effettuato un rilevamento selettivo che consenta di sanzionare i conducenti, responsabili di aver superato i limiti di velocità, in proporzione al pericolo causato dalla loro condotta, assegnando alla Conferenza provinciale permanente la competenza nelle funzioni di pianificazione e coordinamento degli interventi di contrasto.

Tra le novità introdotte dalla direttiva:
- la gestione delle apparecchiature di rilevamento della velocità, secondo quanto previsto dalla direttiva, è affidata soltanto agli organi preposti all’espletamento dei servizi di polizia stradale. E’ escluso, quindi, l’appalto a società private.
- a tutela della privacy, le fotografie o le riprese video, devono essere trattate solo dal personale degli organi di polizia. Inoltre, al momento dell’accesso dei dati, da parte dell’intestatario del veicolo, dovranno essere oscurato o resi irriconoscibili i passeggeri presenti a bordo del veicolo controllato.

Come previsto dal Codice della Strada, all’articolo 142, comma 6 bis “Le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all’impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi…”, non sono quindi, ammessi, agguati.

Il principio di base è, quindi, un serio esame della correlazione tra le postazioni e la pericolosità dei punti stradali, cercando tra l’altro, con l’adeguata segnalazione dell’autovelox, la collaborazione dell’automobilista e la prevenzione dell’incidentalità, piuttosto che l’incasso, fine a se stesso.